Il conformismo del Roberto nazionale.

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Contributo e commento di
Salvo Lo Galbo.

Caro Benigni,
con tutta la stima, lo sai, l’affetto, e quasi l’idolatria che mi lega (o mi legò) a te, dai tuoi esordi al ’97…,
volevo chiederti:

1)
perché nel primo comandamento non hai precisato che l’introduzione,
ovvero “Io sono il Signore Dio tuo…”, era preceduto da “POPOLO D’ISRAELE, ASCOLTA!” – così, tanto per contestualizzare il nazionalismo (se di nazionalismo ante litteram si può parlare) e la fortissima caratterizzazione e marchio ETNICO di Yahweh, il dio ebraico, e magari partendo con una spiegazione di come la religione ebraica non nasca come morale universale per il mondo tutto, ma ad appannaggio esclusivo del popolo d’essa creatrice, ovvero quello israelita?
Niente di male, in ciò. Tutti i popoli che creano una religione, la plasmano a proprio uso e consumo, geograficamente, moralmente e politicamente.
Solo, avrei apprezzato l’onestà intellettuale e lo sforzo di strappare all’illusione collettiva (che perdura da secoli grazie a Santa Madre Chiesa) la convinzione che in quella religione, e quindi in quelle leggi e quel Dio, ci sia qualcosa di universalmente valido. Chiaramente, nel concetto di “universalità” così come lo intendiamo oggi.

2) Non nominare il nome di Dio invano.
Perché non hai parlato di tutte le volte, nel corso della Bibbia, in cui s’invoca il nome di Dio per uccidere, far razzie, bruciare, maledire, ecc ecc?

3) Ricordati di santificare le feste.
Perché…
Perché niente. Niente da dire. Qua o sei coglione, o non c’è proprio da discutere.

4) Onora il padre e la madre.
Perché, al posto di quel pippione di tre ore, non dicevi che la società giudaica del tempo che fu, era una società fottutamente patriarcale, dove i PADRI potevano disporre dei figli nel bene e nel male, a propria esclusiva giurisdizione, e al figlio, benché, magari, assai più assennato del babbo, era interdetta qualsiasi decisione?
Come nel caso di Giacobbe ed Esaù, col padre Isacco rincoglionito che per inganno lascia l’eredità a Giacobbe, secondogenito, e non ad Esaù, come avrebbe dovuto, ma la decisione era ormai irrevocabile perché IL PADRE AVEVA PARLATO?
Perché non denunci l’aberrazione di quel modo di fare, la retrività di quella storia e benedici il cielo che ne siamo usciti, e diamo adito alla ragione, non all’asseverimento patriarcale bruto e fascistoidale (per quanto si parla con questi termini sempre ex-post, quindi impropriamente, ma certamente più “propriamente” di uno che vuole riportare in auge quel modello etico e sociale?)
Perché non CONTESTUALIZZI quello che minchia stai dicendo, anziché ricoprire di polvere di cacao una torta di merda, “attualizzando” disonestamente e trasformando il dogma biblico in qualcosa ALTRO DA SE’?

5)
Non uccidere.
Perché non racconti di quando Mosé, sceso dal Sinai e sorprendendo i suoi epigoni a venerare il Vitello d’Oro indisse un massacro cruentissimo decimando il suo popolo dei tre quarti? Ed aveva appena ricevuto il comandamento “Non uccidere” dal Nostro Signore. E quando ritorna su, in cima, quest’ultimo non gli dà nemmeno una tiratina d’orecchi, come a dire “Eh, Mosè! Però t’avevo detto di non uccidere, e m’hai fatto un ecatombe?”…
Perché non SPECIFICHI che quel NON UCCIDERE valeva solo per chi, come da primo comandamento, onorava IL DIO D’ISRAELE?
E del resto, il Dio stesso dava superbi esempi sul modus operandi da perseguire, facendo stragi di infedeli e culattoni, come a Sodoma?
Dé.

6)
Non commettere atti impuri.
Perché sei partito con la tiritera retorica di quant’è cattiva la chiesa che ci ha proibito per anni la masturbazione, mentre la Bibbia non dice che non bisogna masturbarsi, ma intima a “Non commettere adulterio” (questa era la formulazione originaria della legge), quando sai benissimo che NEL CORSO DELLA BIBBIA, a un personaggio, per esempio, che risponde al nome d’Onan (e tu, caro Roberto, con la tua cultura immensa, di certo non ne sara inscio), usava un metodo particolare di coito, vale a dire “il salto della quaglia”, per dircela con parole d’oggi, e Dio lo punì perché questo era un modo di “disperdere il seme” impuro, e molto prossimo, si conviene, alla masturbazione?

7)
Non rubare.
Perché non hai parlato del profitto e del plusvalore? Del capitalismo che è tutto un furto legalizzato? No, te lo chiedo perché in altri tempi lo avresti fatto. Com’è che adesso t’è venuta la “travaglite”? Ché “il furto è solo il mafioso, o il negriero disonesto che assume in nero”?
Il capitalista onesto fa ancora più schifo del capitalista disonesto. Almeno quello non aderisce ipocritamente alla morale del buon cytoienne, e denuncia l’ipocrisia del capitalismo in sé e la sua irregimentabilità irrazionale e belluina alle etiche-etichette dei “santi sentimenti” borghesi?

8)
Non dire falsa testimonianza.
Simpatica la cosa che “a volte le bugie sono necessarie”. Quasi a foraggiarne tutta l’enorme balla biblica che, però, stando a quanto dici, sarebbe una balla necessaria, se non eroica, addirittura!
Proprio direttamente figlia del materialismo storico, una posizione del genere.
Pareva di sentire parlare Andreotti.

9)
Non desiderare la donna d’altri.
Perché non hai, come una volta facesti, reiterato l’assurdità di una simile legge valida solo per gli uomini, e evidenziato, con ciò, il maschilismo (sempre impropriamente parlando) della legge mosaica del tempo?

10)
Non desiderare la roba d’altri.
“Ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi/ che hanno una donna e qualcosa”.

E infine, caro Benigni, volevo chiederti,
come ci si sente a passare dalla parte di uno che vuole ELEVARE il popolo e la coscienza sociale in senso rivoluzionario, anche andando contro i propri interessi (sappiamo le mille scomuniche, le censure, le stroncature di critica e botteghino che hai patito, quando eri un altro, quando eri vero),
alla parte, adesso, di uno che dell’ignoranza popolare ci gode, ci sguazza e ci trae anche tanti dindini?
Come ci si sente a passare da comunista ad “immondizia della Storia”?

Caro Benigni,
io non so che cosa ne sarà di me, tra quarant’anni.
Ma più guardo te e quelli come te, più tutte le forze della mia esistenza si concentrano a fare sì, in tutti i modi possibili, che non mi riduca al tuo livello.

Viva il PD, Papa Francesco e 4 milioni di euro per avere fatto felice un popolo di boccaloni e, loro malgrado, ignoranti come gli italiani.

Grazie per il tuo importantissimo tributo alla rivoluzione e alla verità!
Il tempo ti renderà merito.

Compagno Graber