Il comunismo talebano che ha compromesso l’utopia.

image

“Lo stalinismo è il flagello dell’URSS e la lebbra del movimento internazionale operaio.
Non ha nulla di dire nel campo degli ideali. Questa macchina spaventosa sfrutta ancora il dinamismo della più grande rivoluzione sociale e la tradizione del suo vittorioso eroismo.
Dall’impeto creativo di una violenza rivoluzionaria ad un dato momento della Storia, Stalin, con la sua caratteristica mediocrità, ha dedotto l’onnipotenza della violenza in genere.
Senza rendersene conto, egli è passato dalla violenza rivoluzionaria vòlta contro gli sfruttatori a quella controrivoluzionaria diretta contro i lavoratori.
Così si compie, dietro le antiche formule, la liquidazione della rivoluzione d’Ottobre.
Nessuno – e non escludo nemmeno Hitler – ha inferto al socialismo colpi così mortali. Hitler assale le organizzazioni operaie dall’esterno. Stalin le attacca dall’interno. Quello distrugge il marxismo, Stalin lo prostituisce.
Non un solo principio resta integro; non c’è ideale che non venga macchiato.
Le stesse parole “socialismo”, “comunismo”, sono compromesse dal momento che sgherri senza alcun controllo, con l’etichetta di “comunisti”, chiamano socialismo il regime da essi imposto.
Nauseante profanazione!
Il carcere della GPU non è l’ideale della classe operaia militante.
Socialismo significa regime di una trasparenza perfetta in seno al quale i lavoratori si governano da soli.
Il regime stalinista ha il suo fondamento nel complotto dei governanti contro i governati.
Socialismo significa cammino senza sosta verso l’uguaglianza.
Stalin ha creato uno scandaloso sistema di privilegiati.
Stalin ha saputo dare ai voraci appetiti di una nuova casta, l’espressione più funesta.
Egli non è responsabile della Storia, ma lo è di ciò che ha fatto, come pure del ruolo da lui ricoperto nella Storia.
E’ il ruolo di un criminale i cui delitti sono di tale vastità che il disgusto è centuplicato dall’orrore.
La burocrazia sovietica, come quella nazista, ritiene in realtà che il suo regno durerà mille anni.
Essa pensa che i regimi non soccombano, se non quando manchino di sufficiente energia nelle repressioni.
La ricetta è semplice: facendo saltare, al momento opportuno, tutte le teste dotate di pensiero critico, si assicura la perennità del regime.

Durante il periodo in cui la burocrazia sovietica assolveva funzioni relativamente progressiste — in larga misura analoghe a quelle assolte in passato in Occidente dalla burocrazia capitalista —, Stalin ha conseguito successi vertiginosi. Questo periodo è stato breve. Nel momento stesso in cui Stalin si convinceva della infallibilità del suo «metodo», la burocrazia sovietica terminava la sua missione e cominciava a marcire, sin dalla prima generazione. Di qui i nuovi processi, le nuove accuse contro gli avversari, e tutto quello che al filisteo medio sembra cadere da un cielo senza nubi.

La sanguinosa epurazione ha consolidato o indebolito il potere di Stalin?
La stampa mondiale fornisce in proposito valutazioni equivoche e duplici.
Sulle prime le imposture moscovite hanno indotto tutti a pensare che un regime costretto a ricorrere a simili messe in scena non poteva essere di lunga durata.

La stampa più conservatrice, le cui simpatie erano sempre andate alla casta dirigente sovietica in lotta contro la rivoluzione, non tardava ad avere un’evoluzione.
Stalin aveva liquidato l’opposizione, ringiovanito la GPU, eliminato i generali poco mansueti mentre il popolo taceva: dunque, aveva consolidato il suo potere. A prima vista queste due valutazioni appaiono ragionevoli.
Ma solo a prima vista.
Il significato sociale e politico delle epurazioni è evidente: gli strati dirigenti eliminano chiunque ricordi il passato rivoluzionario, i principi del socialismo, la libertà, l’uguaglianza, la fraternità, i compiti attuali della rivoluzione mondiale.
La ferocia delle repressioni rivela l’odio della casta privilegiata per i rivoluzionari. In questo senso l’epurazioni accresce l’omogeneità degli strati dirigenti e sembra senz’altro consolidare il potere di Stalin.
Consolidamento apparente. Stalin stesso resta un prodotto della rivoluzione.
La sua cerchia più ristretta, l’Ufficio politico, è composto da uomini abbastanza insignificanti, ma per lo più legati per il loro passato al bolscevismo. L’aristocrazia sovietica, che si è servita con successo del gruppo staliniano per sbarazzarsi dei rivoluzionari. Non ha né rispetto né simpatia per gli attuali capi. Intende liberarsi completamente dalle costrizioni del bolscevismo, sia pure deformato, di cui Stalin ha ancora bisogno per disciplinare i suoi. Domani Stalin sarà un peso per la casta dirigente.
La cosa più grave, e di gran lunga, è che l’epurazione della burocrazia dagli elementi eterogenei è pagata al prezzo di una rottura sempre più profonda con il popolo. Non è esagerato dire che l’atmosfera della società sovietica è satura d’odio contro i privilegiati.

Stalin si convincerà sempre di più che non basta la sola decisione di fucilare chiunque per salvare un regime che sopravvive a se stesso.
Il crescente odio del popolo per la burocrazia e la sorda avversione della maggior parte di questa nei confronti di Stalin, fanno vacillare l’apparato stesso della repressione, creando così una delle condizioni della caduta del regime.
Stalin pare vicino a concludere la sua tragica missione.
Quanto più egli crede di non aver bisogno di nessuno, tanto più si avvicina il momento in cui nessuno avrà bisogno di lui.
Se la burocrazia riesce, dopo aver trasformato le forme della proprietà, a generare dal suo seno una nuova classe padronale, essa si darà nuovi capi senza più passato rivoluzionario – e più istruiti.
Probabilmente Stalin non riceverà nemmeno i ringraziamenti per il lavoro compiuto.

Lo accuseranno, per esempio, di …trotskismo!
In questo caso, egli sarebbe vittima di un imbroglio del modello corrente.
Ma l’umanità si avvia nuovamente verso una fase di guerre e di rivoluzioni.
I regimi politici ed anche quelli sociali crolleranno come castelli di carte.
E’ possibilissimo che i movimenti rivoluzionari d’Europa e d’Asia, precorrendo la sovversione dello stalinismo da parte della controrivoluzione capitalista, facilitino il suo rovesciamento da parte delle classi operaie.
In tal caso, Stalin potrebbe contare ancora meno sulla riconoscenza.
La memoria degli uomini è generosa allorché misure drastiche sono poste a servizio di grandi scopi della Storia.
Ma invece la Storia non perdonerà una sola goccia di sangue offerto al nuovo Moloch dell’arbitrio e del privilegio.
Il nostro senso morale trova la sua più alta soddisfazione nell’incrollabile convinzione che il castigo della Storia sarà proporzionato al delitto.
La rivoluzione aprirà tutti gli armadi segreti, riprenderà in esame tutti i processi, riabiliterà i calunniati, erigerà monumenti alle vittime, consacrerà una maledizione eterna ai carnefici.
Stalin sparirà dalla scena sotto il peso dei suoi crimini, come l’affossatore della rivoluzione e la figura più sinistra della Storia.”

– Lev Trotsky,
1937

image

Compagno Graber

Gli Stalinisti se li conosci li eviti 2 ° Parte

image

Ah, e per finire: su Cuba ci abbiamo ragione noi.
Se tanto vi piace, e se tanto lì c’è il comunismo veramente realizzato, ditemi, STALINISTI DI MERDA, com’è che non ve n’è andate a svernare tutti là?
Per voi distinguere un vero comunismo da un comunismo a metà o un comunismo integralmente FASULLO, è “trotskismo” e “tradimento”?
Minchia, ma che vi deve fare Marx a voi? Pompe, cazzo!
Dove vedete bandiere rosse e sedicenti comunisti, andate come i cani. Voi non siete né compagni né militanti, siete dei tifosi o dei credenti. Senza un minimo di implicazione dialettica, senza nessunissima critica di niente.
E questo, sapete perché?
Perché la vostra – da eletta tradizione stalinista – non è politica, è religione. Stalin! Il georgiano più cattolico di tutta la Russia, non lo dimentichiamo, noi.
Quello che ha trasformato la critica marxiana e il materialismo dialettico, in un breviario di dogmi, slogan salmodiati come preghiere anche se contraddette da ogni verità di fatto, e culti della personalità.
Proprio quelli che Lenin avrebbe voluto abbattere.
E che lui riabilitò, in suprema onta e supremo spregio che era tutto un programma, proprio al suo funerale, celebrandolo come un santino.
E da lì cominciava non il comunismo “che è un sistema da instaurare, vivo nelle lotte quotidiane”, ma un Dogma sceso dall’alto del trono dell’antizarista (?) compagno Stalin, e se anche si diceva “Lavoro e salario!”, poi lui non faceva un cazzo a parte fottere puttane di regime e sbafare sulle spalle del proletariato, e gli operai si scassavano il culo nelle acciaierie come e peggio di prima, perché adesso, se qualcuno s’osava dire che aveva le ossa rotte e FAME, era un nemico della Rivoluzione, e finiva alla “rieducazione”.

Voi siete gente talmente cattolica e talmente incapace di analizzare le cose al di là degli autoattestati (con cui ci PULIAMO IL CULO!),
che morto un Dio di merda, avete avuto il bisogno di inchinarvi ad un altro.
Ma sempre con lo stesso culo aperto e lo stesso autocompiacimento.
E questo è il vero essere “puttane del capitalismo”.

(E in ultimo, complottari di Merda e calunniatori senza dignità: Gramsci non pronunciò MAI, MAI in nessuno scritto, nessuna conferenza, nessuna parte – e questo dimostra quanto leggiate, e viviate di dogmi senza analizzare e documentarvi mai su un CAZZO! – le parole “Trotsky, puttana del fascismo.” Del resto, perché avrebbe dovuto, MINCHIE SECCHE? Cosa CAZZO c’entrava Trotsky col FASCISMO, o teste di MERDA???
Questa frase è una calunnia decennale, ad opera vostra, bastardi fascisti di merda, che è stata attribuita al compagno Gramsi (quello morto in galera e silenziato, in quella famosa lettera a Mosca in cui diceva, dopo la morte di Lenin, “…Compagni, voi state distruggendo l’opera vostra!”, grazie a Togliatti e Stalin), senza nessuna verifica MAI da nessuna parte. Di questo siete capaci! “Oggi come ieri”, per citarvi.
Vergognatevi!
Stalin, che firmava i patti con Hitler, in CULO alla rivoluzione permanente e all’internazionalismo socialista, era la VERA PUTTANA del Nazismo.

Morite!
Tutti!
E male.)

Compagno Graber

Gli Stalinisti se li conosci li eviti.

image

Scritto dal compagno Salvo Lo Galbo in risposta alle farneticazioni di alcuni compagni Stalinisti.

Siete ridicoli.
Innanzitutto, vorrei dire, riguardo alle frasi di Lenin “contro” Trotsky,
è risaputo (e solo gli ignoranti come voi, dacché “ignoranza” e “stalinismo” dovrebbero darli come sinonimi nei vocabolari, non lo sanno, e fanno “Ooooohhh!”, come i bambini di Povia a leggerlo) che Lenin e Trotsky inizialmente sono stati in contrasto. Trotsky non voleva trascinare i contadini, nella rivoluzione, e attaccare le piccole proprietà terriere come espressione, comunque, di paleocapitalismo preindustriale (e aveva ragione, teoricamente. Perché questo era. Politicamente, però, strategicamente – arte in cui Lenin eccelleva, Trotsky molto meno – conveninva comunque “bolscevizzare” anche il proletariato contadino arretrato e religioso che, secondo il marxismo più classico, del resto, ovvero quello secondo il quale il proletariato che capisce il comunismo, che vede la borghesia stargli direttamente di fronte, a sfruttarlo, – senza stati e ceti di mezzo – è il proletariato delle società a capitalismo avanzato, che concentra lo sfruttamento, e quindi concentra anche la risposta a questo sfruttamento. Per Trotsky l’avanguardia rivoluzionaria non poteva contemplare la partecipazione dei contadini, men che meno dei kulaki. Per Lenin sì, la questione contadina era da risolvere, nel merito, a rivoluzione avvenuta, ma, per intanto, serviva partecipazione. Anche, sì, la partecipazione di gente che non considerava la proprietà privata il male in quanto tale, ma perché c’era una proprietà privata più grossa della sua che la schiacciava e le faceva ombra.
Per il momento servivano braccia e fucili. Poi si vedeva!
Questo, il punto di tutta ‘sta millantata inimicizia e divergenza “radicale” tra Lenin e Trotsky.
Una questione che, a distanza di tanti anni, risulta essere di lana caprina, e non è stata, in realtà, nemmeno tanto saliente e soprattutto lunga, all’epoca.
Dal momento che Trotsky riconobbe prestissimo la ragione di Lenin in merito, abbandonò Martov e menscevichi affiliati, e si schierò dalla parte di Lenin e dei bolscevichi, a combattere (lui sì, col fucile in mano!) le armate dello zar e i reazionari, lui e il suo esercito.
Quello nelle foto accanto a Lenin combattente (non il Lenin rincoglionito dall’ictus che ormai non aveva neanche le forze per sputargli in culo, al vostro fasciobaffone di merda), era Trotsky, non Stalin.
Ma questo, voi che siete degli ignoranti, dei negazionisti, e quindi dei reazionari, di merda, non lo sapete. O lo sapete, ma è più comodo cancellare Trotsky dalle foto direttamente e tacere sul testamento (quello sì, roba importante! Visto che si tratta delle disposizione prima di morire) di Lenin dove lasciava scritto di allontanare Stalin dal partito perché era pericoloso per le sorti della rivoluzione.

Perché invece delle quisquilie meramente tattiche e logistiche tra Lenin e Trotsky che ripetete a pappardella senza un minimo di implicazione e di conoscenza in merito sperando, in ‘sto modo, di delegittimare Trotsky e il trotskismo, non parlate dei rapporti pessimi tra Stalin e Lenin?
Non parliamo del fatto che morirono in lite, senza più rivolgersi la parola?
Non parliamo della data sbagliata riferita a Trotsky circa i funerali di Lenin, di modo da poterlo screditare di fronte all’opinione pubblica e al partito, a causa della sua imperdonabile assenza?
Non parliamo del Molotov-Ribentropp? Non parliamo della fondazione di Israele e del genocidio palestinese iniziato PROPRIO grazie al compagno Stalin?
Non parliamo di cosa scrisse Gramsci, a Togliatti e ai compagni di Mosca, circa lo stalinismo?
Non parliamo di TUTTO il partito, TUTTI i compagni di Lenin perseguitati e UCCISI dal nazibaffo di merda complottaro imperialista pappone?
Della Lubjanka, di tutti gli intellettuali compagni esiliati e ammazzati perché “nemici della rivoluzione”? …Sono argomenti difficili, lo capisco; perché sono cose che si sanno se SI STUDIA
Ah, già. Ma “studiare” è cosa da borghesi e da cospirazionisti controrivoluzionari, giusto.

Perché non parliamo di Zinoviev, Kamenev, Bucharin che era addirittura un sostenitore di Stalin, salvo poi ritrovarsela nel culo anche lui, di Radek costretto al silenzio e alla miseria, fino alla morte?
Non parliamo di quanto, solo con l’inganno, la falsificazione storica e la retorica (almeno, stando a quanto riportate, quella di Trotsky era “vuota”. Quella di Stalin era reazionaria), la soppressione, la negazione d’ogni confronto (e quelli “pseudo-democratici” sarebbero i trotskisti del PCL? Ma voi siete delle MERDE, SIETE!), e il complottismo,
Stalin è riuscito ad accaparrarsi il potere e a condurre il destino della Rivoluzione a beatissime puttane?
Perché non parliamo della Russia post-Lenin e post-Stalin?
Fino a Putin, che, suppongo, se quello è il pero, non vi dispiaccia affatto.

Ma che cazzo sto pure a perdere tempo con voi?
Stalin è stato la vergogna della Russia, il tradimento della Rivoluzione, e il più grosso CAZZO IN CULO al proletariato.
E visto che l’ignoranza abissale in cui vivete vi fa equiparare i trotskisti ai rifognaroli,
per vostra norma e regola, PEZZI DI MERDA,

Rifondazione era esattamente la gran parte del PCI che vi era rifluita, dopo il suo scioglimento.
IL PCI del signor Togliatti, sempre per vostra norma e regola.
L’opportunista, riformista, fariseo filostalinista fino all’abiura di sé.

Siete una vergogna talmente grande che non vale nemmeno parlarvi.
Le piccozze in testa sono medaglie al valore, se ci vengono dalla borghesia e dall’imperialismo.

Tanto di guadagnato, perciò, e il tempo (quello vero, non quello taroccato sui documenti e le foto degli stalinisti), lui sì, giudica impietosamente, con le sue cause e i suoi effetti.
Tanto che, oggi, il PCL è il partito comunista rivoluzionario più forte d’Italia, e voi siete i reietti traditori di Togliatti, di Israele (–> USA; ma i venduti agli states siamo noi), e dell’imperialismo capitalistico reazionario, omofobo e fascista euroasiatico.

E ci rosicate!

Ma succhiare ce la potete.
Sempre e solo SUCCHIARE!

Compagno Graber