Via Fani, le nuove frontiere dietrologia /1a puntata

Insorgenze

Da sempre priva di riscontri la vecchia dietrologia cerca conforto nelle nuove tecnologie. Domenica 22 febbraio la polizia scientifica ha effettuato una scansione laser del luogo dove Aldo Moro venne sequestrato 36 anni fa.
Questo è il primo di un ciclo di interventi dedicato ai lavori della nuova commissione d’inchiesta parlamentare sul rapimento e l’uccisione del presidente della Democrazia cristiana

Paolo Persichetti
Il Garantista 28 febbraio 2015

10995657_816482041732693_2140707097252357948_nIl tratto di strada che il 16 marzo 1978 vide alcuni operai scesi dalle fabbriche del Nord dare l’assalto, insieme a dei giovani romani di varia estrazione, al convoglio di auto che trasportava il presidente della Democrazia cristiana Aldo Moro, non trova pace.
Quella mattina, lungo via Fani si erano dati appuntamento in dieci: un tecnico, un contadino, una assistente di sostegno, diversi studenti, un artigiano, un paio di disoccupati, alcuni operai, un commerciante. Il più anziano aveva 32 anni, la più giovane…

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Il benaltrismo amorale di Salvini

Adil

salvini

Ebola? “Un milione di contagiati in Africa”. L’operazione Mare Nostrum? “Ci è costata un miliardo di euro”. Tubercolosi? “Gli stranieri l’hanno riportata in Italia”. Matteo Salvini non ha rivali quando si tratta di cavalcare la paura dello straniero. O di raccontare frottole. Dispone di un copione ben rodato (la storia degli immigrati-parassiti ospitati in alberghi a 3 se non addirittura 4 stelle e sfamati – udite, udite – ben tre volte al giorno!), puntualmente recitato in qualsiasi discussione lo veda coinvolto. Si parla di ebola? Nessun problema! Il solerte Salvini riuscirà a infilare nel dibattito un caso di cronaca locale, possibilmente nera, che abbia come protagonista uno straniero. Lo fa con la tipica spregiudicatezza di un padre amorevole e pieno di compassione per “quelli che scappano dalle guerre”. Purché gli sventurati non bussino alla sua porta. In quel caso salvarli dalla…

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LA BORGHESIA È SEMPRE STATO UN TUMORE PER LA CLASSE OPERAIA

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La borghesia ha condotto la sua società al fallimento.Non è capace di assicurare al popolo nè il pane nè la pace.E’ proprio per questo motivo che ormai la borghesia non può più sostenere l’ordine democratico.E’ costretta a schiacciare gli operai con la violenza fisica.Ora è impossibile avere ragione del malcontento degli operai e dei contadini tramite la sola polizia;è troppo spesso impossibile far marciare l’esercito contro il popolo,poichè inizia a disgregarsi e ciò finisce con il passaggio di gran parte dei soldati al popolo.E’ per queste ragioni che il grande capitale è costretto a costituire bande armate specializzate,addestrate a lottare contro gli operai,come certe razze di cani contro la preda.Il significato storico del fascismo è di dover cancellare la classe operaia,distruggere le sue organizzazioni,soffocare la libertà politica e ciò precisamente nel momento in cui i capitalisti sono incapaci di continuare a dominare e dirigere tramite il meccanismo democratico.Il fascismo recluta il suo materiale umano sopratutto in seno alla piccola borghesia.Quest’ultima infine è rovinata dal grande capitale e non ha via di scampo nella società attuale:Ma non ne conosce altre.I fascisti sviano il loro malcontento,la loro rivolta,la loro disperazione dal grande capitale per dirigerli contro gli operai.Si può dire che il fascismo è un operazione di “distorsione” dei cervelli della piccola borghesia nell’interesse dei suoi peggior nemici.Così il grande capitale prima rovina le classi medie,poi con l’aiuto dei suoi mercenari,i demagoghi fascisti,rivolge contro il proletariato la piccola borghesia sprofondata nella disperazione.E’ solo attraverso simili metodi da brigante che il regime borghese riesce ancora a mantenersi.Fino a quando?Finchè sarà rovesciato dalla rivoluzione proletaria. L.Trotsky
La borghesia Claudio Lolli

Compagno Graber

ASPETTANDO GODOT CHE NON ARRIVA.

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Vivo tutti i miei giorni aspettando Godot, dormo tutte le notti aspettando Godot.
Ho passato la vita ad aspettare Godot.
Nacqui un giorno di marzo o d’aprile non so, mia madre che mi allatta è un ricordo che ho, ma credo che già in quel giorno però invece di poppare io aspettassi Godot.
Nei prati verdi della mia infanzia, nei luoghi azzurri di cieli e acquiloni, nei giorni sereni che non rivedrò io stavo già aspettando Godot.
L’adolescenza mi strappò di là, e mi portò ad un tavolo grigio, dove fra tanti libri però, invece di leggere aspettavo Godot.
Giorni e giorni a quei tavolini, gli amici e le donne vedevo vicini, io mi mangiavo le mani però, non mi muovevo e aspettavo Godot.
Ma se i sensi comandano l’uomo obbedisce, così sposai la prima che incontrai, ma anche la notte di nozze però, non feci nulla aspettando Godot.
Poi lei mi costrinse ed un figlio arrivò, piccolo e tondo urlava ogni sera, ma invece di farlo giocare un po’, io uscivo fuori ad aspettare Godot.
E dopo questo un altro arrivò, e dopo il secondo un altro però, per esser del tutto sincero dirò, che avrei preferito arrivasse Godot.
Sono invecchiato aspettando Godot, ho sepolto mio padre aspettando Godot, ho cresciuto i miei figli aspettando Godot.
Sono andato in pensione dieci anni fa, ed ho perso la moglie acquistando in età, i miei figli son grandi e lontani però, io sto ancora aspettando Godot.
Questa sera sono un vecchio di settantanni, solo e malato in mezzo a una strada, dopo tanta vita più pazienza non ho, non posso più aspettare Godot.
Ma questa strada mi porta fortuna, c’è un pozzo laggiù che specchia la luna, è buio profondo e mi ci butterò, senza aspettare che arrivi Godot.
In pochi passi ci sono davanti, ho il viso sudato e le mani tremanti, e la prima volta che sto per agire, senza aspettare che arrivi Godot.
Ma l’abitudine di tutta una vita, ha fatto si che ancora una volta, per un momento io mi sia girato, a veder se per caso Godot era arrivato.
La morte mi ha preso le mani e la vita, l’oblio mi ha coperto di luce infinita, e ho capito che non si può, coprirsi le spalle aspettando Godot.
Non ho mai agito aspettando Godot, per tutti i miei giorni aspettando Godot, e ho incominciato a vivere forte, proprio andando incontro alla morte, ho incominciato a vivere forte, proprio andando incontro alla morte.
Claudio Lolli

Compagno Graber

22 febbraio … Ciao Valerio, siamo ancora qui

LA STORIA PERDUTA

images (2)Avevo un figlio Valerio, che riempiva la nostra vita e me lo hanno ammazzato. È caduto sul divano in quell’angolo, aveva la testa dove adesso c’è quel gattino di pezza. Sono stati i fascisti, forse per vendetta perché Valerio faceva parte di Autonomia o forse per paura. Valerio era un loro nemico giurato, stava raccogliendo un dossier sui fascisti del quartiere, chissà ? Ma da quel giorno viviamo con uno scopo, scoprire la verità su nostro figlio. Dare un nome ai tre assassini che ce l’ hanno ucciso davanti agli occhi. Se la sua morte rimarrà un mistero. Mio figlio sarebbe ucciso per la seconda volta ” Carla Verbano
Dal 2013 Carla non è più con noi in questo giorno di ricordo e di rabbia, spetta solo a noi ora il compito di tenere vivo Valerio. Chi ha compagni non muore mai

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VALERIO ERA UN RAGAZZO, UN GIOVANE MILITANTE CON LE…

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Giornata del ricordo. Foibe: festival del revisionismo dello stato e dei partiti

Nessun revisionismo cancellerà la verità.

contromaelstrom

Giornata del ricordo. Foibe: festival del revisionismo di stato e dei partiti

lager3Con la Legge 30 marzo 2004 n.92 il Parlamento ha dichiarato il 10 febbraio “Giornata del Ricordo”. In realtà un tentativo di squallido revisionismo sulla storia dell’occupazione dell’esercito italiano della Jugoslavia e delle attività militari nei territori dei confini orientali; una riscrittura falsificata utile agli inciuci nazionalisti unitari della politica dell’oggi .

Col passare degli anni la storiografia “progressista”, invece di fare chiarezza sulle menzogne di marca fascista e neoirredentista, si è invece appiattita su di esse, e troviamo oggidì sindaci “progressisti”, storici “democratici” ed esponenti del centrosinistra sostenere le stesse tesi che fino a dieci – quindici anni fa erano patrimonio esclusivo degli ambienti della destra più retriva, con l’unica differenza che dalla “causa etnica” (“infoibati sol perché italiani”) si è passati a quella “politica” (“infoibati perché contrari al comunismo titoista”). Tutto ciò ovviamente è…

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